Maria Corti l'ora di tutti Otranto
Le storie degli altri

Il diavolo in persona — Maria Corti

Che il tempo dovesse ancora peggiorare pareva sicuro, perché la tramontana dalle parti nostre non cala mai nelle ore del sole; lo spruzzo dell’acqua arrivava fino alle rocce fulminate del Cucurizzo, fino al basamento della torre del Serpe, che dominava dall’alto tutto il canale. Case vicino alla torre non ce n’erano, perché era posto sinistro quello, dove la notte i morti tornavano dal mare alla riva, salivano sugli scogli e andavano con sottili lamenti fra le malerbe. Questa storia sulla nostra costa ebbe inizio nei tempi addietro quando in terra d’Otranto regnava Maria d’Enghien e sulla torre viveva un serpe; in una notte di tempesta questo serpe salì a spirale lungo il muro della torre, infilò la testa fra le grate della feritoia più alta e visto l’olio della lampada, che faceva luce ai naviganti e dava segnale del porto, essendo privo di vero conoscimento, si bevve quell’olio sino all’ultima goccia e lo digerì disteso sulla pietra, nel silenzio della notte. Attraversava allora il canale un galeone di mercanti veneziani, che andò subito a sbattere contro gli scogli; i mercanti veneziani sparirono nell’acqua, ma non poterono aver pace nel fondo del mare, perché nei loro occhi morti, nei loro piedi morti era rimasta la voglia di terminare il viaggio interrotto. Così, di tanto in tanto, la notte essi passeggiavano sulla costa, ricordandosi delle cose piacevoli della vita.
Ad essere sincero, io non ho mai visto grossi serpi né scorzoni in questa terra, che bevano olio, e la mia esperienza di pescatore quel mattino mi portava a riflettere che qualcun altro doveva aver bevuto con maledetta gola l’olio della lampada, e cioè il diavolo in persona che, da quando è caduto dal cielo, ha usato il suo senno di angelo a rovinare la pace degli uomini.


Maria Corti | L’ora di tutti

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