Storie

Come funziona L’ardore

Uno spin-off dalla Città dai Giovani, a metà tra un blog e una serie tv su Netflix. Comincia oggi.

L'ardore

come-funziona-ardore_citta-giovaniNella Città dei Giovani non si fa che litigare, specie sui social. La rissa è continua, ma non mancano i colpi di scena a sfondo sentimentale come in una soap latinoamericana.

Io che pure coi social e col web ci lavoro, non mi sento a mio agio laggiù. Credo che in questo momento sia necessario un piccolo passo indietro, un filtro che protegga me (e chi prova il mio stesso disagio) dalla sciatteria e dalla violenza verbale, dall’idea che tutto sia livellato verso il peggio: non solo nei contenuti – che forse allo stato attuale, semplicemente, latitano – quanto nei modi.

Non sono un luddista, insomma, e neppure un nostalgico: ma un po’ rimpiango un certo periodo – diciamo tra il 2008 e il 2010 – quando un paio di blog riuscivano a sollevare questioni importanti senza che si finisse costantemente a insultarsi. Certo, anche allora…

View original post 242 altre parole

Standard
Storie

True Detective: il piano sequenza

True-Detective-Nagy-Norbert-Rust-Marty-Prints1

Di quest’epoca ricorderemo, tra le tante cretinerie, la sterile diatriba libri vs resto del mondo della creazione. Ad esempio: scrittori e lettori che si stracciano vesti e capelli in quel delirio, del tutto autoimmune, che li fa disperare di fronte alla bellezza di serie tv e videogiochi. Come se davvero la lettura non possa convivere serenamente con la fruizione di altri tipi di artefatti culturali.
Ne rideremo.
In fondo, quello che cerchiamo in una buona serie tv non è lo stesso che possiamo continuare a trovare in un buon libro? E viceversa? Non sono forse esperienze che si completano l’una con l’altra?

Non sono un esperto di serie tv, ma qualche tempo fa ho visto la prima stagione di True Detective. Mi è piaciuta tanto, nonostante i buchi di sceneggiatura grossi come crateri lunari e il pittoresco finale. E mi è piaciuta perché in fondo completava altre suggestioni, altri immaginari, non a caso provenienti da letture fatte in precedenza — soprattutto i Detective e 2666 di Roberto Bolaño (senza dimenticare le esplicite citazioni per Chambers, Bierce, Poe, Lovecraft, Borges, ecc.).

Un esempio (inverso) che faccio spesso a riguardo è questo: ho giocato a Monkey Island molto prima di leggere L’isola del tesoro. Senza il primo, che è un vecchissimo e storico videogioco degli anni ’90, probabilmente non avrei apprezzato il romanzo di Stevenson (e altri romanzi di mare). Le cose si tengono tra loro, si completano.

Quand’è, però, che le distinzioni tra un medium e l’altro continuano a tenere? Quando la letteratura fa cose che una serie tv o un film non possono fare, e viceversa. Questioni legate al mezzo espressivo, ovvio. E allora, certamente la bellezza di True Detective diventa inarrivabile quando fa una cosa del genere: il celebre piano sequenza di sei minuti del quarto episodio.
Buona visione, è il caso di dire.

 

Standard