Interviste

La rabbia è un bene prezioso: intervista a Giorgio Canali

Giorgio_Canali_by_nel_legno
[disponibile anche sul numero di maggio di Coolclub.it]

Giorgio Canali è appena uscito con un nuovo disco insieme ai suoi Rossofuoco, Nostra Signora della dinamite si chiama, senza dimenticare che sempre da poco è disponibile il nuovo dei PGR con Giovanni Lindo Ferretti ecc. ecc. Il punto è un altro. Il punto è che nella seguente intervista che gli ho fatto via mail, il dannato chitarrista mi ha dato del “seguace del lindogiovannesimo”, il che non ha molto senso, ma mi ha fatto venir voglia di azzannare il buon Giorgio. Maledette interviste via mail: la prossima volta che suona da queste parti finisce male.

Partiamo da Giovanni Lindo Ferretti? Partiamo. Non tanto per le sue scelte politiche o di vita, che in fondo trovo piuttosto coerenti (e in fondo, che importa?) ma: da un punto di vista musicale, com’è stato lavorare con lui, qual era il vostro approccio? Contribuiva anche alla parte musicale, o si limitava al testo?

Giovanni di musica non ha mai capito una sega e di ciò, giustamente, se ne è sempre vantato, può cantare ogni sua parola su qualsiasi musica esistente e non… ai suoi ascoltatori cambia poco o nulla.

Disco nuovo: l’elettricità, a cui associo la tua rabbia, c’è ma è come “raffreddata” da una certa rassegnazione. Come se fosse cambiata la prospettiva, leggermente spostata la camera, adesso inquadri da un altro punto di vista. Ad esempio, non parli di lupi mannari, ma della luna che ulula a te. Sarà per i violini dell’incipit o il reverse che apre Tutti gli uomini, così come l’elettricità lenta dell’ultima traccia, ma oltre al consueto fuoco ho sentito il vento che spazza via qualcosa, forse persino gli uomini, in questo disco. Esagero?

Semplicemente: sto invecchiando e la mia parola d’ordine è diventata “ergonomia”, ogni goccia di rabbia in più, è rabbia buttata al vento, spesso fraintesa da più di un idiota e presa per il “solito sermone retorico-populista” e la rabbia è uno di quegli elementi che mi tengono in vita. Alla gente si dice: “non sprecate acqua!!!” così la si distrae dagli sforzi importanti e la rabbia, invece che serbarla per gli scatti decisivi, la si spreca andando a votare Lega, Di Pietro, la si rinchiude nei palasport con ruggenti beppigrilli o la si brucia dando fuoco ai cassonetti della spazzatura. Non sprecate rabbia!!!! La rabbia è un bene prezioso.

Ho letto un paio d’interviste che ti hanno fatto. Sono elettriche, come tutta la tua musica, eppure, a proposito della tua musica, divido il tuo chitarrismo in due periodi: quello coi CCCP/CSI/PGR e quello da solista (è un po’ semplicistico, lo so). Non dimenticherò mai l’esibizione coi PGR a Melpignano, qualche anno fa, e mi chiedo ancora se sei lo stesso Canali dei Rossofuoco.

So suonare quattro accordi in croce e le linee paramelodiche dei miei sfoghi solistici sono sempre le stesse… deve dipendere dal fatto che i seguaci del lindogiovannesimo come te, ogni volta che Ferretti è sul palco, hanno visioni e audizioni mistiche…

Adoro quando spari a zero sull’indie. Però la tua è una critica molto precisa: in sostanza, dici, non si può cavalcare l’onda del ‘quanto siamo poveracci’ e farci dischi. Da un punto di vista strettamente musicale, quest’approccio in cosa si traduce? E quali sono le sue conseguenze? La musica italiana sta diventando tutto un lagnarsi o c’è ancora posto per il rock?

Non ci siamo capiti forse, io della scena indie italiana detesto lo spirito autoghettizzante, quel compiacimento snob di essere una elite (spesso fatta di estetica e basta) e che appena qualcosa diventa più popolare, fa cacare… per ciò che riguarda il lagnarsi, il rock è fatto anche di lagne e lamenti, sono trent’anni che sento lamenti e mi lamento io stesso… il posto per il rock qui c’è sempre stato, e ci sarà sempre, com’è vero anche l’esatto contrario, il posto per il rock, qui non c’è mai stato e mai ci sarà… se posto non c’è, si fa come per i centri sociali: si occupa!

Tecnico del suono, produttore, autore di colonne sonore, musicista rock interessato all’elettronica in tempi non sospetti, e altro: cosa tiene insieme tutto questo? Quante volte ti hanno fatto questa domanda?

Un bel po’ di volte. Comunque a me sembra che tutte ‘ste cose facciano parte di un unico “mestiere”… nessuno si stupisce se un pittore si esprime con acquerelli, olii, tempere, e magari si dedica pure alla scultura o all’allestimento di mostre.

Internet ha cambiato il tuo rapporto con la musica, o solo col tuo pubblico? La strada intrapresa da gruppi come Nine Inch Nails o Radiohead è percorribile anche in un mercato come quello nazionale?

Quando si saprà utilizzare internet seriamente e non solo per farsi belli su Facebook o farsi le seghe sui siti porno, sarà possibile anche qui da noi… compatibilmente con la “furbacchioneria” dell’italico medio. Quella è difficile da sradicare.

A proposito dei tuoi lavori da tecnico: ti sei occupato in passato degli Hic Niger Est, band salentina che si è fatta apprezzare molto qualche anno addietro. Che fine hanno fatto?

Remano, come tutti i gruppi che abitano alla periferia del mondo… fanno concerti dalle loro parti, e poco altro… per suonare altrove devono sobbarcarsi spese di viaggio insostenibili, peccato…

Sei di Ferrara, giusto? Se ti dico Dario Franceschini, cosa ti viene in mente?

A Ferrara ci abito, non sono nato qui, quando sono arrivato, una decina di anni fa, Franceschini era “il nemico”… fai tu… comunque se penso a lui mi viene in mente il suo orribile accento ferrarese, insopportabile quanto il pane di merda che si mangia qui e che i ferraresi ritengono a torto il migliore pane del mondo, tu che sei pugliese sai di che parlo…

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