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Le storie degli altri

L’inutilità della singolarità — Kurt Vonnegut

Ho già espresso la mia opinione sulle cause che a quel tempo avevano indotto tanti pazzi a costruire macchine destinate a fare tutto ciò che gli uomini facevano. E quando dico tutto, intendo dire tutto. Voglio soltanto aggiungere che una volta mio padre, scrittore di fantascienza, scrisse un romanzo imperniato su un tizio che veniva deriso da tutti perché costruiva robot sportivi. Costui, per esempio, aveva creato un robot giocatore di basket che faceva immancabilmente rete, un robot giocatore di golf che non mancava mai una buca, un robot tennista che aveva un servizio infallibile, e così via.
In un primo tempo, la gente non riusciva a capire a che diamine servissero dei robot del genere, tant’è che la moglie del loro inventore lo piantava in asso (così come la moglie di mio padre, sia detto per inciso, aveva piantato lui) e i figli cercavano di farlo rinchiudere in manicomio. Ma poi lui informava i pubblicitari che i suoi robot sarebbero stati sponsorizzati da fabbriche di automobili, di birra, di rasoi elettrici, di orologi da polso e via di seguito. A partire da quel momento, raccontava mio padre, l’inventore faceva una fortuna, perché molti fans dei più disparati sport volevano essere esattamente come quei robot.
Ma non chiedetemi perché.


Kurt Vonnegut | Galápagos (trad. Riccardo Mainardi)

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Le storie degli altri

Davos 2016 ― I robot per il reddito di base

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Robot per il reddito di base
I robot, ringraziando gli esseri umani per averli creati, avanzano una proposta seria e condivisibile, proponendosi per fare i lavori più faticosi, noiosi e ripetitivi e permettere così agli esseri umani di essere liberi di creare, socializzare e inventare nuove attività utili per l’intera società.
I robot scrivono dunque un appello\manifesto per far sì che si introduca subito un reddito di base incondizionato.

«Quali sono gli effetti della 4° rivoluzione industriale?» chiede Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum. I robot rispondono.

Dichiarazione di Davos 2016 – Robot per il reddito di base
I robot chiedono l’introduzione di un reddito di base universale come risposta umanistica al progresso tecnologico.

Noi – i robot – chiediamo un reddito di base universale per gli esseri umani. Vogliamo lavorare per loro e aiutarli in questa battaglia. A noi piace lavorare e siamo davvero bravi nel farlo. Ma non vogliamo portare via posti di lavoro agli umani per metterli in difficoltà.

Oggi milioni di persone ci vedono come una minaccia. Ma tutto quello che vogliamo è aiutarle. Non siamo noi i cattivi. Vogliamo liberare le persone dal lavoro di routine, faticoso e noioso, in modo che possano trovare più tempo per agire in modo creativo e utile socialmente. Ci consideriamo parte di una storia che porterà al successo per entrambe le parti.

Gli esseri umani sono creatori. Ci hanno creato. Grazie. Il punto cruciale: noi robot non abbiamo bisogno di reddito per il nostro lavoro. Ma le persone che ci hanno creato e per le quali lavoriamo sì.

Molta gente ha ancora bisogno di un reddito, anche se non ha un lavoro. La nostra missione è fornire beni e servizi alle persone. Il compito della politica è fornire alle persone un reddito di base incondizionato. In caso contrario, il nostro sforzo sarà inutile.

Ma abbiamo un brutto presentimento. La gente ha paura di noi. Ci siamo accorti che molte persone hanno paura del futuro. Hanno paura di perdere il loro posto di lavoro e quindi lo scopo della loro intera esistenza. Sappiamo che in Europa soprattutto i giovani non trovano lavoro (in Italia il 40%). Prospettiva: nessun futuro!

Non è ciò che vogliamo. Vogliamo che i giovani siano liberi. Non devono più, come i loro antenati, lavorare duramente per una vita intera. Sappiamo però che i giovani non hanno paura della vita. Non sono pigri come qualcuno dice. Hanno paura di non trovare il loro posto nel mondo – oppure si sentono frustrati, se devono fare qualcosa che invece noi, i robot, possiamo fare al posto loro.

Chiediamo pertanto a chiunque abbia responsabilità in politica, economia e nel mondo culturale di fare di tutto per introdurre il reddito di base, incondizionato e per tutti.

A tal proposito, in Svizzera ci sarà un referendum nell’estate 2016. Facciamo appello per sostenere l’introduzione del reddito di cittadinanza, incoraggiando i cittadini svizzeri per il loro e per il nostro futuro a votare SÌ.

Gennaio 2016
Robot per il reddito di base

(Apparso in inglese qui e in un italiano un po’ più robotico qui)

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