Le storie degli altri

L’insetto religioso — James Hillman

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Graham Sutherland, Christ in Glory

Se la puntura d’insetto è una ferita del mondo sotterraneo, allora l’insetticida è uno strumento teologico, un Cristo chimico che aggredisce l’inferno nelle parole di Osea e di Paolo, “O Thanatos, dov’è il tuo pungiglione (Kentron)?”, per liberare il mondo di Thanatos e di Ade, quest’ultimo immaginato come una figura nera e alata. Kentron significa alla lettera pungiglione, ma fornisce anche l’etimo del nostro centro, il cui significato originale è pungolo, aculeo. Il pungolo al centro degli abissi sta sia per la presenza della morte sia per la brama cosmica di vita desiderosa di vivere, come l’appetito sensuale dei Karamazov, come Ade che è anche le ricchezze di Plutone, e la zoe di Dioniso. La rivoluzione cristiana, che ricentrò il cosmo nel mondo superiore (e nel corpo superiore, quello del Cristo risorto), ha rimosso il pungolo sia del desiderio che della morte. Noi celebriamo la vittoria di Cristo su Plutone con la nostra bomboletta di insetticida, agitando il turibolo nel rito laico, liberando il nostro Giardino, ciascuno il suo, dai demoni sotterranei.

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Le storie degli altri

Come un cuore buttato per terra. Il rospo di Arreola

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Salta di tanto in tanto, solo per dimostrare la sua radice statica. Il salto rievoca un battito: se lo osserviamo bene, il rospo è tutto cuore.
Pressato in un blocco di fango freddo, il rospo si immerge d’inverno come una miserevole crisalide. Si risveglia a primavera, consapevole che in lui non è avvenuta alcuna metamorfosi; è più rospo che mai, nella più totale disidratazione. Aspetta in silenzio le prime piogge.
E un bel giorno sorge dalla terra molle, pesante di umidità, gonfio di linfa rancorosa, come un cuore buttato per terra. Il suo atteggiamento da sfinge cela un’offerta di scambio e la bruttezza del rospo ci appare con la soffocante peculiarità dello specchio.


Juan José Arreola | Bestiario

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