Storie

Dove si mischiano i mari: Emmanuel Carrère, dal vivo

Ho incontrato la scrittura di Emmanuel Carrère circa dodici anni fa per la prima volta. Venivo da anni di letture di saggi, soprattutto musicali, e m’era tornata voglia di fiction. Così andai da mia madre, lei consultò la libreria di famiglia e tirò fuori Baffi. Romanzo dell’ambiguità di essere e non essere sé stessi agli occhi degli altri, lo adorai così tanto da finire con l’incorporarlo in uno dei racconti del mio primo libro.

Curioso, a pensarci oggi, oggi che Emmanuel Carrère è considerato il re del reportage dopo aver ripudiato la fitcion. Ad ogni modo, quando ho saputo che Carrère si sarebbe palesato quaggiù in Puglia non ho esitato un attimo. Dovevo conoscerlo, al di là dell’idolatria e del feticismo che impesta quest’epoca di hype ed eventi.

Leuca, dove si sarebbe tenuto l’incontro, è molto lontana. Direi che soprattutto reclama lontananza. Uno pensa che il Salento è tutto lì, Lecce e dintorni, e invece Leuca è un altro mondo. Tanto che mentre la raggiungi ti viene da pensare che stai tornando indietro nel tempo. Verso Gallipoli poi il paesaggio cambia. Meno cemento, più natura selvaggia, e un elenco di paesini come rigurgitati in terra da una mamma-uccello premurosa e subito dimentica del suo ruolo: Salve, Ruffano, Barbarano, Montesano, Montesardo, Alezio, Patù, Morciano…

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Interviste

Sette domande a Nicola Lagioia (senza risparmiare la Puglia)

«Tutto quello che ho è questo pollo di gomma con una carrucola in mezzo.»
Guybrush Threepwood

Signori, voi avete a che fare con un onesto intervistatore che si prodiga per il buon nome di tutta la categoria. Ecco perché non ho ritoccato a posteriori le domande di questa chiacchierata con Nicola Lagioia, scrittore barese (classe 1973). Dato che ci ho fatto la figura del Guybrush Threepwood di turno (i fan di Monkey Island sapranno di cosa sto parlando), avrei potuto tagliare e riscrivere qua e là per dare l’impressione di avere la benché minima idea di quel che Nicola ha espresso in un paio di punti. In molti lo avrebbero fatto, al posto mio. Comunque. L’idea era quella di fare un po’ il punto della situazione sulla regione in cui vivo, la Puglia, da qualche anno il posto più cool del sud Italia per un sacco di motivi. Il fatto è che fino a dieci anni fa qui era buio. Me lo ricordo. Il cambiamento, o la New Wave di cui parlo nell’intervista mutuando un pessimo termine da certa pessima critica musicale, è roba di pochi anni. E giuro che Nicola Lagioia, quando il sottoscritto era ancora all’università, faceva già grandi cose. Gli ho chiesto di questo cambiamento in atto il cui risultato, per adesso – devo essero sincero – non riesco ancora a capire. Puglia Migliore o, ancora, Puglia Minore? Un giorno lo spiegherò meglio. Nel frattempo, però, Nicola è diventato il responsabile di una cosa che genera dipendenza: la collana Nichel di minimum fax. Prego.

Facciamo un gioco. Io sparo delle parole che per me hanno a che fare col cambiamento pugliese, e poi tu dici le tue. Vado: Operazione Primavera – Franco Cassano – Melpignano – Italian SudEst – Punta Perotti – Emiliano – Vendola.
Il Rinascimento non fu causato da un meteorite caduto a Fiesole tra XV e XVI secolo.

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