Interviste

Jake faccia-da-cane in “un post quasi serio”

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A volte capita che il mio vecchio amico Jake faccia-da-cane venga a trovarmi in sogno. E’ accaduto stanotte. Ecco cosa mi ha detto.

Faccio uno sforzo incredibile per restar fuori da questo circolo vizioso di empietà e assurde pretese in cui siamo sprofondati, vecchio mio. L’ascolto è una minchieria, oramai – odio dire oramai – immagina una stanza bianca in cui c’è un mucchio di gente forbita che parla di cose meravigliose, ma da sola. E poi ogni tanto fa: «Senti un po’ che ho da dire». E nessuno ascolta. Vedi, vecchio mio, qui si spia, non si ascolta, si dichiara guerra al lato oscuro di forze sconosciute in virtù di una supposta superiorità. E’ un gioco di scalinate, ma nessuno sospetta che si tratti di un quadro di Escher. Diamine, se non ti va bene una cosa, non è detto che sia l’unica cosa. Puoi cercarne altre che non ti obblighino a pensare solo al lato oscuro delle cose. Insomma, io cerco di sforzarmi, cerco di astrarmi, di pensare al lato invisibile delle cose. Poi, chi ci sta può fare un pezzo di strada assieme a me. Così dovrebbe essere. E invece non c’è nessuno. Sono abbastanza furbo da sapere che non è un contrasto tra colori forti. Mille sfumature. Ma se è proprio uno schifo avere l’età tua, vecchio mio, figurati averne trentatré come me. Finisce che ti credi Gesù Cristo, uh. Uh, uh, uh. Vorrei solo… Bah, è un fatto di solitudine nel percepire certe cose. Forse non c’è niente. Proprio niente. Nessun lato invisibile. Diamine, sto dando di matto. Ma la cosa che più mi fa uscir di senno – ma no, è che la trovo solo assurda… E’ questo usare mezzi utilissimi per dire cose inutili. Per pensare alle cose peggiori. Per intrattenersi e non affrontarsi – una cosa così facile, in fondo, se io affronto me stesso, è normale che io esca vincitore, cazz’m’propr’, chi vuoi che vinca? Comunque, prendi me: sto utilizzando il sogno per comunicare. E sto parlando di me. Non solo, sto usando il sogno per dire, non so in che forma, che sono schiavo del sogno. Che sono prigioniero. Ecco, è così assurdo, usare un mezzo meraviglioso – il sogno, quante cose belle potrei dirti, in sogno, vecchio mio? – per urlare, con una forma anche gradevole, da intelligentoni – che si è schiavi di quel mezzo, di quel genere di vita, ecc.

Ah, amico mio, forse non sono più il vecchio faccia-da-cane di un tempo. Ma fa nulla. Ehi. Ti stai svegliando, eh? Meglio così. A presto. E cerca di non pubblicare questa roba sul tuo blog.

[Buongiorno, Jake faccia-da-cane, e perdonami.]

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