Storie

La risposta di Dio

dio

Se chiedessi a Dio.
Ma se fosse lui a chiedere a me?
Gli direi: apri gli occhi, ti stanno fregando.
Con tutte quelle storie sul buon cuore, sull’averci il cuore d’oro, l’umanesimo, e così via.
Come se te ne importasse qualcosa, del resto: mica sei umano. Se fossi umano non ti faresti fregare. Gli uomini sono furbi, Dio. Tu no. Tu stai lì a provarci e riprovarci, a continuare con quest’esperimento. Sarai pieno di post-it di appunti. Cos’appunti, Dio? Raffreddiamo gli oceani, facciamoli evolvere un po’ in quei paesi del sud-est, facciamogli costruire un’altra bomba, piani di questo genere. Piani destinati a fallire, lo sai anche tu, Dio. Tutto è destinato a fallire, nondimeno ad evolversi, quando si tratta di questa enorme faccenda umana, Dio. E tu lo sai. La cosa divertente è che sai bene quel che stai combinando, da millenni, da prima che ti si inventasse per raccontare le tue avventure in forma d’uomo, buon Dio. Buon Dio leccaculo dei leccaculo, aggiungerei, che tu possa fulminarmi. Viene il dubbio che tu abbia messo su tutto questo baraccone per farti adorare, e allora perché non fai la domanda giusta, perché non chiedi: Ho problemi di ego, secondo te? E ti risponderei, oppure no, ti direi che la risposta ce l’hai già, e se non ce l’hai questa risposta esiste comunque, perché qualsiasi cosa esista su questa terra o nel cielo tu la conosci, non è possibile il contrario, così come non è possibile che tu possa cambiare il passato. Che è poi la risposta che i tuoi luogotenenti di carne hanno concordato quando ti si accusa non solo di non aver impedito il male, ma al contrario d’averlo voluto. Dio non può intervenire su ciò che è già stato. Così dicono. Così si rimpicciolisce il tuo regno. Regno del presente, che abbandona il passato e ignora il futuro.

Risposta di Dio (una simulazione)
Dove sei, Dio. Sono questa particolare domanda posta in forma d’affermazione. Nello scarto tra la domanda e l’assenza di risposta. Sono in Dove sei, Dio. Nella nostalgia della risposta, per l’istante in cui ho fecondato il mondo e il mondo mi ha rifiutato. Non altrove, purché ci sia sempre un Altrove. Sono il centesimo nome, ignoro i precedenti. Questo è solo un esempio. Non sono nel passato che non si può cambiare, su cui non si può intervenire, ma sono nella Storia. Sono il Nazismo. Non sono la speranza, ma la preghiera di chi spera. Sono la vita che si lascia vivere da sola, senza tutela o protezione. Non sono la solitudine. Ma sono, sempre sono. Non mi capita di non essere, non accade mai. Ma posso essere Niente.

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