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Dio ha gli occhi rossi

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Dio ha gli occhi rossi. È venuto in forma di pietra. Per restare? Per restare. Ma sotto forma di vento si è lasciato sussurrare, per essere il suo contrario. Per stabilire che c’è sempre un contrario. Che si esaurisce, comunque, nell’Affermazione Originale. (Il Verbo. Il Logos. Un pesce-ciondolo appeso al collo di una meretrice. E nei suoi occhi un retablo inconoscibile, il trittico della Morte per Inedia. In quello centrale, lo sguardo laterale di un rettile antico, gli occhi sul fianco che non sanno nulla l’uno dell’altro.) In questa sghemba architettura di legno le vocali sono consonanti e le consonanti non suonano più insieme. Fanno dischi solisti. Dischi di solo testo, senza più musica: la pelle dei rettili, dicono (non: cantano: dicono) in coro, quella dei vecchi, la pelle dei rettili, quella dei vecchi… E ancora così, finché chiusi gli occhi nostri, restano i Suoi, sempre più rossi.

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