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Le storie degli altri

Suonala ancora, Occidente

La distopia è l’utopia della tecnica. Se smettiamo i panni dell’essere umano, ecco involvere pure la farfalla: dopo la tragica elaborazione notturna, le ali contratte si accartocciano in bava e corteccia. Il feto si scioglie in bruco, il bruco in morbo.

Dismesso il giardino degli uomini – o anche solo la sua possibilità – non può che seguire l’Eden meccanico e digitale di ordinari androidi schiavisti; il nostro inferno, ma consolatorio: attualmente un intrattenimento tra tanti. Anche la paura è divertente.

In questo senso soltanto è plausibile una dittatura senza più ideologia, quella panoriental-russosaudita che infiltra il mondo col credo del denaro (invisibile, ma irreligioso) e in cambio non dà più né jeans né canzoni. Suonala ancora, Occidente.


Rudy Smallflower | Debunking diktators

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Le storie degli altri

La ragazza argentoviva — João Guimarães Rosa

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Foto: Maureen Bisilliat

Dio è obliquo e lento. E gli venne in mente Dlena.
Così fresca e sveglia, occhi di gatta, amica, tutta lusinghe, la ragazza argentoviva. Era stata lei, graziosamente, a insinuargli su Z il dubbio, ma come se volesse consigliarlo – di questo Teresinho quasi si ricordava. Si rallegrò, nel profondo, cuore di fibra lunga. Andò a trovarla.
Dlena lo accolse, il tatto sottile da ragno a digiuno. Il suo sorriso era un prologo. E la storia sconfinò nella psicologia.


João Guimarães Rosa | Candela per il diavolo

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