Fare Malesangue

Sono un ragazzo fortunato?

E’ di prossima uscita E’ uscito per Lupo Editore/Coolibrì, il libro Sono un ragazzo fortunato – SURF. E’ un libro che ho scritto io. In Italia, si sa, il primo libro, come la prima candidatura, non si nega a nessuno: ma anche per il secondo e il terzo ci sono speranze per molti, specie se indossate dolcevita giallo canarino e avete la barba sfatta. A me, poi, che sono sempre cortese e gioviale, non si poteva negare proprio. Non ho pagato, ovvio: ma è altrettanto ovvio che altre case editrici erano pronte a pagare perché io smettessi di scrivere. E’ un libro, questo SURF, composto da quattro o cinque racconti (se non ricordo male c’è una ghost track come nei dischi grunge degli anni ’90), anche se inizialmente il manoscritto si chiamava Moby Dick, or The Whale: poi qualcuno mi ha fatto notare che non era il caso. Così ho scelto questi racconti scritti a quindici anni, circa tre anni fa – ora ne ho ventisette, e infatti è un libro sull’inutilità del tempo e sull’opportunità del contrattempo, specie quando sei in ritardo. E’ un libro che parla dei tempi che corrono e del tempo che occorre per imparare a usare i tempi verbali in italiano. E’ un libro breve, brevissimo, infatti dura quanto l’amore al primo appuntamento (se supera le 150 pagine il disautore paga da bere a tutti). E’ l’unico libro che prende le distanze dal suo autore (perciò definito “disautore”), tanto che quest’ultimo ha già sentenziato: «SURF? pagine rubate all’agricoltura!». E’ anche un libro che parla di lavoro nero, dunque vero, e che voleva parlare di droga, chiamandosi così SERT, ma poi, riflettendo sul fatto che potrebbe uscire postumo, il suo disautore ha pensato di chiamarlo SURF, richiamando così l’esperienza del povero ex-Beach Boys Brian Wilson che impiegò trent’anni per pubblicare il suo disco da solista. E’ un libro in cui uomini con la faccia e la coda da cane rivelano il momento preciso in cui hai sbagliato tutto, e il giorno dopo smentiscono tutto in tv. E’ un libro che travalica i generi e ingenera i travalichi. E’ un libro in cui c’è una mano assassina in cerca di persone da salutare. E’ un libro che, come detto, uscirà postumo: ma rincaserà prima di mezzanotte. E’ un libro in cui ci sono delle scelte da prendere e delle prese da scegliere, ma non parla di wrestling. E’ un libro sul fitness. E’ un libro in cui un uomo cammina sull’acqua, in automobile. E’ un libro che lascia col fiato sospeso, come un cantiere per il Ponte sullo Stretto. E’ un libro scritto in una lingua così incomprensibile che se lo mandassero indietro nel tempo scalerebbe le classifiche dei singoli più venduti. E’ un libro (sentimentalmente) impegnato. E’ un libro così maturo che nelle librerie lo troverete nella sezione SAGGI. E’ un libro in cui c’è un dottore con un’acconciatura pittoresca che potrebbe cambiare la storia della letteratura ottocentesca. E’ un libro così ambizioso che potrebbe partecipare al prossimo Grande Fratello e poi vincere lo Strega, l’Averna e il Fernet. E’ un libro che si può tenere sotto le ascelle proprio come un termometro (ma solo sotto le ascelle, mi raccomando). E’ l’unico libro il cui booktrailer è senza dubbio meglio del libro stesso! E’ un libro in cui ci sono case a forma di dado, ma nessun palazzo. E’ un libro da regalare per far abboccare all’amo la persona che amate, o all’odio la persona che odiate. E’ un libro sul galateo in voga sulle canoe. In questo libro non si parla che di un ano e delle sue disavventure. In questo libro c’è una maledizione voodoo. E una piovra gigante evasa da un circo. E ragazze facili, easy, che passando per il livello normal finiscono in modalità hard. In questo libro c’è già un prequel, un sequel, un pretzel e un cracker. In questo libro è disvelato il segreto che regola l’universo: solo che l’abbiamo tagliato in fase di editing.

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