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Fare Malesangue, Storie

Il vapore e la ruggine

Il vapore è la ruggine – 99 note in calce a un testo inesistente è il mio nuovo libro. È lungo 111 pagine, ed è uscito il 16 gennaio 2018. Lo pubblica LietoColle.

Sul suo sito, l’editore lo racconta così:

C’è del valore aggiunto nella scelta di Montanaro, quando usa i piè di pagina per costruire 99 narrazioni con la complicità di chi legge, obbligato – ciascun lettore con la propria storia e proprio malgrado – ad architetture capaci di sorreggere l’inesistenza testuale con il solo indizio della direzione assunta dall’autore, direzione spesso stravagante ma, davvero, mai banale, quasi fosse impegnato, anche per circostanza (quasi) numerologica, a strutturare note ai 100 testi di Centuria, cento piccoli romanzi fiume, straordinaria opera di Giorgio Manganelli mai sufficientemente divulgata.

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Fare Malesangue

Nell’acqua o nel secchio con Roberto Bolaño

Nell’acqua o nel secchio è un ebook speciale dedicato a Roberto Bolaño. Lo ha approntato inutile, rivista con cui collaboro ormai da tempo immemore, con pezzi miei e di Pietro Menozzi.

Nell’introduzione, Francesca Massarenti (che ha curato l’ebook) scrive: “Il nome di Roberto Bolaño si appresta a godere della popolarità appartata (perlopiù postuma) di cui godono gli autori il cui prestigio è unanimemente riconosciuto, non più materia di dibattito. Il periodo in cui ostentare la lettura di Bolaño andava di moda non è passato da tanto, e ancora non si vedono le avvisaglie del backlash revisionista che porta dritto o alla canonizzazione o allo scatolone dei libri usati. Ci sentiamo lungimiranti al riguardo, e oltre a far tornare la voglia di continuare a leggere Bolaño, vorremmo anche rivisitare le riflessioni che ha suscitato. Questo speciale vuole fare questo: immortalare un momento nella storia della lettura di Bolaño”.

Quanto a me: leggere Bolaño è stato riprendere a leggere seriamente, qualche anno fa, a leggere cioè con quello spirito assassino e famelico che fa della lettura, in alcune fasi della vita, una cosa necessaria. Ho scritto e pensato molto, su Bolaño. I miei articoli contenuti nell’ebook di inutile sono tre: nel primo si incrociano due vite da Chiamate telefoniche, un libro magico che ho perduto in giro, nel secondo c’è una riflessione sul processo creativo bolañiano, fatto di scritture e riscritture che danno vita a cosmogonie infinite, e infine nel terzo c’è un’intervista a Ilide Carmignani, attuale traduttrice italiana del cileno.

Dopo tante letture e riletture bolañiane, comunque, non so ancora se sono un pescetto carino e luccicante da secchio o un predatore da predare in mare aperto, ma quando si parla di Bolaño è giusto così: tutto fugge e non restano che impressioni come tracce di sangue su un muro bianco. Nell’acqua o nel secchio, in ogni caso, si trova qui (almeno per gli abbonati di inutile). Buona lettura.

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Fare Malesangue, Storie

Viviamo nel mondo cantato dagli Arcade Fire

Molte delle cose scritte e pubblicate negli ultimi mesi su Malesangue puntavano dritte verso un punto, e cioè il lungo articolo sulla storia degli Arcade Fire che esce oggi su minima&moralia. Credo che pochi gruppi siano riusciti, negli ultimi quindici anni, a dare sostanza a una propria poetica come hanno fatto gli Arcade Fire. Una poetica che aveva dell’epica e riusciva a trascendere l’ironia e il cinismo del mondo da cui i canadesi (e molti di noi con loro) venivano fuori.

“Cantando l’attesa, gli Arcade Fire compivano quello che è sempre un atto tanto cospiratorio quanto religioso, rivolto cioè alla rivelazione del sacro, del divino: poco importa, quando attendi, che l’Evento atteso sia l’avvento del Messia o degli alieni, la Rivoluzione, la Terza Guerra Mondiale o lo schiudersi e fiorire di corpi per lungo tempo chiusi in corpi.”

Ci ho messo un po’ a scrivere quest’articolo, e magari lo riscriverò ancora in futuro. Per il momento si può leggere qui. Buona lettura.

 

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Contrada Tripoli Arrivederci su Tatooine - Un reportage sulla tendopoli di Manduria
Fare Malesangue, Storie

Contrada Tripoli 2011-17. Arrivederci su Tatooine

Nel marzo 2011, tra le provincie di Brindisi e Taranto fu messa in piedi la cosiddetta Tendopoli di Manduria: si trattava di un non meglio specificato Centro di Accoglienza e Identificazione che avrebbe poi ospitato, per tutta quella primavera, migliaia di migranti (per lo più tunisini sbarcati a Lampedusa dalla Libia).

Qualche mese fa io e il fotografo Gabriele Fanelli siamo tornati nell’area militare – ironia della sorte, ubicata in una contrada chiamata proprio “Tripoli” – dove fu improvvisato il campo, per vedere cosa resta di quell’esperienza.

Ne è venuto fuori un reportage piuttosto onirico pubblicato oggi su minima&moralia. Buona lettura.

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Fare Malesangue

Malesangue su Facebook

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Qui su WordPress siete circa in 350 a seguire questo vecchio trabiccolo fondato nel 2009. Allora mi rivolgo a voi, perché forse non l’ho detto mai (o l’ho detto poche volte, e il bottone quassù passa inosservato): Malesangue è anche una pagina Facebook, che trovate qui, con qualche contenuto in più rispetto al blog. Se siete da quelle parti, ci vediamo anche lì.
(Magari nei prossimi giorni i contenuti in più non saranno tantissimi: in questi giorni sto chiudendo, come ogni anno, il celebre regalo di Natale del Malesangue, di cui dirò di più a breve. Magari proprio sulla pagina Facebook, vai a sapere.)

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Fare Malesangue

Due racconti singolari

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Sono usciti qualche giorno fa, su due riviste molto interessanti, due racconti che ho scritto. Si tratta di due pezzi completamente diversi, ed è stato molto strano per me sapere che sarebbero usciti lo stesso giorno.

Il primo si chiama Andare via (Una barzelletta) ed è brevissimo: 2500 battute tonde tonde (almeno credo) come richiesto dal committente; si può leggere su Pastrengo (rivista, sì, ma anche agenzia letteraria).

Il secondo si chiama Terrore, amore, poi ancora terrore ed è un po’ più lungo (un bel po’, più lungo); ho cominciato a scriverlo non so quanti anni fa e ci sono molto affezionato, nel senso che ho tuttora l’impressione di aver abitato i luoghi in cui si svolge (che non sono pochi). Si può leggere su Farsalia, il sesto numero di Ô Metis.

Buona, doppia lettura, allora.

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Fare Malesangue, Interviste

Alci e balene grigio-matita: intervista ad Andrea Antinori

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Musicisti, uomini barbuti tutti testa e gambe e animali, soprattutto animali: sono queste le invenzioni che popolano le opere di Andrea Antinori, illustratore bolognese classe 1992. Pupazzi divertenti e surreali che animano due libri usciti per Corraini — Questo è un alce? e Un libro sulle balene — e diverse altre illustrazioni che segnano le collaborazioni di Andrea con Vànvere e Einaudi Ragazzi. Oltre che qualche puntatina in Francia e in Inghilterra.

Andrea lo incontro nella mia città, a Francavilla Fontana, in occasione di Libri in Circolo, un piccolo festival organizzato dalla Francavillese, libreria indipendente in cui ho lavorato per qualche mese l’anno scorso. Già allora avevo avuto modo di conoscere la sua opera — sue diverse illustrazioni per segnalibri e manifesti. Mi colpisce, oltre all’eccezionale bravura di Andrea, il fatto che non saprei ricondurre il suo tratto a quello di nessun altro artista, più o meno contemporaneo. Data la mia passione per le balene, per lo più letteraria, quando lo incontro scambiamo subito qualche parola; e così ascolto il suo tono calmo, tutt’altro che giovanile, da rocker introverso. Concordiamo così quest’intervista. L’unica regola che mi sono dato è stata, ovviamente: evitare ogni inciampo nella tossicità retorica del Giovane Artista Italiano. Continua a leggere

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