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Collocamento anime

Zürich, Sternwarte : nicht identifizierte Instrumenten-Abbildun

Il signor Tombolini attendeva da tre giorni seduto nella poltrona bianca nell’angolo della stanza. Quando vide l’uomo vestito di bianco non disse nulla, solo alzò lo sguardo e poi lo riabbassò tornando a grattarsi la lunga barba. L’uomo vestito di bianco diede un’occhiata veloce intorno, poi chiese: “C’è solo lei?” Il signor Tombolini si guardò attorno. “Non c’è nessun altro?” chiese ancora l’uomo, stavolta senza attendere risposta. Si mise a leggere qualcosa sulla cartellina che aveva in mano.

“Allora” esordì l’uomo vestito di bianco, in piedi davanti alla poltrona su cui stava il signor Tombolini, “Tombolini Enrico, anni 54, deceduto tre giorni fa in un incidente stradale. Giusto?” Il signor tombolini annuì. “È da molto che aspetta?” Il signor Tombolini fece un movimento insignificante con le spalle. “Bene” riprese l’uomo vestito di bianco, “le avranno spiegato come funziona. Adesso le leggerò i dati relativi alla sua vita e poi le comunicherò la sua nuova destinazione in base alle nostre tabelle di valori.” Il signor Tombolini restò fermo nella posa insignificante appena assunta.
“Dunque, signor Tombolini, secondo i dati in nostro possesso lei ha dormito per un tempo corrispondente a circa il 65% della sua vita. Giusto?”
“Credo… credo di sì.”
“Vede, lei è poco sopra la media. Giusto un po’, niente di che. Ma c’è un’aggravante, nel suo caso, signor Tombolini, e credo proprio che questo significhi che lei finirà dabbasso.”
Il signor Tombolini seguiva col muso.
“Mi spiace, signor Tombolini, non se la prenda con me, queste sono le regole, io sono solo un tecnico, del resto la vita va vissuta, non si vive per dormire e, contrariamente a quanto si pensa, non sono le cattive azioni a condannare l’uomo, quanto l’ignavia, la pigrizia, e…”
“Non si preoccupi” interruppe il signor Tombolini. “Non c’è problema. In fondo me l’aspettavo. Solo, mi è dispiaciuto dover aspettare così tanto in questa stanza. Fa un po’ freddo, qui.”
“Ma non vuol… dico, non vuol conoscere l’aggravante cui ho accennato poco fa?”
“Veramente no.”
“Be’, la legge mi obbliga comunque a comunicargliela.”
“Va bene, va bene. Ma faccia in fretta, la prego. Continuo ad aver freddo, se non le spiace.”
L’uomo vestito di bianco assunse un tono solenne che andò comunque sgonfiandosi nel giro di poche parole. “Secondo quanto riportato nella mia tabella, lei non ha soltanto preferito dormire per la maggior parte del suo tempo, ma ha avuto un solo momento di vita, o di vita pura, diciamo quantomeno di vitalità, nel corso della sua esistenza. Uno solo, signor Tombolini.”
“Credo si riferisca a quella volta che ho tamponato un camion perché distratto da una…”
“Veramente in questa documentazione si fa riferimento a un suo atto d’insofferenza verso un professore di tedesco. Molti anni dopo quel tamponamento. Ma cambia poco, in effetti.”
“Oh, sì, adesso ricordo. Dissi a quell’uomo che trovavo il tedesco una lingua assurda e volgare. Bene, signor tecnico, adesso sarebbe così gentile da indicarmi l’uscita?”
L’entrata, signor Tombolini. L’entrata.”

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