Storie

Anni in cui ha piovuto poco

turner

Chiuso in casa da tre giorni. Occluso da demoni intimi e ulteriori. Indeciso se continuare o meno, raccolgo il telefono, compongo il numero. Voce femminile. Mi ero ripromesso di ordinare tre giorni di temporale, e così faccio. La ragazza dall’altro lato dice di attendere in linea, controlla se c’è disponibilità. Dev’essere un Wagner la sinfonia d’attesa. Eccola di nuovo.
In magazzino è rimasto giusto un temporale, dice con leggero tono d’entusiasmo.
Mi chiedo: è che ama i temporali, o è solo contenta per me? Poi domanda da che ora, di preciso, vorrei che cominciasse.
Da subito, se possibile.
Da subito, ripete.
La immagino col capo chino su un foglio a prendere appunti. Molto più plausibile che stia lì con la pulce nell’orecchio e col viso illuminato dal terminale, a pigiar tasti in velocità sulla tastiera.
D’accordo, dice.
Quanti anni avrà?
Faremo il possibile, se non comincia subito sarà al massimo a partire da mezzanotte.
D’accordo, dico io, e la sento che sorride – la sento, nel senso che l’avverto: la sua voce non tradisce adesso alcuna emozione.
Mi lascia un recapito?, chiede, poi passa alle motivazioni, Non è obbligato a fornircele, chiarisce, si fa professionale, Ci è utile per questioni interne all’azienda.
Dico: Non c’è problema, è che sono stati mesi o forse anni, questi, in cui ha piovuto poco, o forse niente, credo sia il momento giusto per un bel temporale di tre giorni, e poi in giro c’è troppa gente, troppe cose che non mi piacciono.
Dice: Ci sono stata una volta, dalle sue parti, mi sembra un bel posto, perché far piovere?
Confidenza porta altra confidenza, così me ne prendo e chiedo: Quando ci sei stata?
Molto tempo fa.
A far che?
Dice il nome di una pizzeria, confermo: Si mangia bene, lì.
Magari un giorno ci torno, speriamo che per allora non avrai ordinato un altro temporale!, e la sento ridere leggera, stavolta, una risata piccola che è una noce (una noce? Pensavo un tempo all’ovale femminile, come a una noce, questa della risata è nuova anche per me).
Poi affermo, serio: Fammi sapere, se vieni, a meno che tu non sia in compagnia.
No, non c’è alcun rischio che io lo sia, o almeno non con quella compagnia.
Attacco: Eri con un uomo?
Ero con un uomo, ero col mio uomo.
È da tanto che è finita?
Senta, devo avvertirla che il temporale è pronto (torna al lei, è per un distacco dall’argomento oppure da me? Forse c’è il capo che gironzola tra le scrivanie degli impiegati, e allora lei deve nascondermi come una sigaretta fumata di soppiatto, nella pausa caffè).
D’accordo, molto gentile, che fa più tardi?
Controlli fuori, forse c’è già un rombo che si avvicina, se riscontra qualche problema c’è il numero verde per l’assistenza, buona serata, e buon temporale.
Sì, qualche rombo c’è e già pregusto la prolungata solitudine – tempo di scostare le tende, svelare l’illusione: benché i colombi comincino l’agitazione da scrupolosi operai del cielo, ecco la truffa, c’è ancora sereno.

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