Corpi estranei

Una poesia di Maria Greco

semipoesiaÈ appena uscita Semi di poesia in azione, antologia poetica a cura di Silvana Kuhtz. Contiene le opere di Marco Annicchiarico, Daniele Campanari, Silvia Rosa, Antoine Cassar, Francesco Paolo Del Re e Maria Greco. Per festeggiare pubblico un inedito di quest’ultima, poetessa eversionista e, non lo nascondo, mia grande amica. Protagonisti della poesia sono Roberto Calasso, scrittore e gran capo di Adelphi, e sua moglie, la scrittrice Fleur Jaeggy. Buona lettura.

Carillon

«È forse il gelo, che crea il poeta?»,
domanda Fleur, e subito solleva
un poco la testa, il collo sottile
bene in vista.
Di fronte fuma calda
la tazza di tè verde o camomilla;
più in là Roberto, suo marito,
alza lo sguardo dalle bozze,
tra le labbra una matita,
naso a punta da picchio
altero e saggio

La domanda, del resto, è mal posta
o mal direzionata, perciò Roberto
tace sorride e torna
sulle bozze, fogli A4
su cui è formulata, sotto spoglie di finzione,
la stessa questione, lo stesso inedito mistero
di zanzare
che prigioniere e senza nocche
bussano sul legno
di un’ambra estinta
e smisurata

Sarà nei fatti l’esercito di gommapiuma
di lettori e poeti, a dover dire
senza dare
soluzione all’antico quesito:
se e quanto sia possibile
il piacere
all’interno del conflitto,
specie se il conflitto
è esser vivi, imprigionati
e poi spremuti
in quell’antica e dolce
goccia d’ambra

E scivola così
lontano il pomeriggio
sulla guancia del tramonto
appena fuori dall’estate,
riflesso giallo-interno
nel salotto dei Calasso, morbido
come i tasti di un pianoforte
se a suonarlo c’è Bill Evans
quando decide che il tempo, il tempo puro
è e resta e poi sarà un carillon
che suona dalla luna

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