Le storie degli altri

Oro e sangue fino ad affondare — Robert Louis Stevenson

wyeth

N.C. Wyeth, Absconding with the treasure

“No, non io,” diceva Silver, “Flint era il capitano; io ero quartiermastro a causa della gamba di legno; nella stessa bordata in cui perdetti la gamba io, il vecchio Pew ci rimise la vista. Era un vero medico chirurgo, quello che mi tagliò la gamba, uscito dall’università, e conosceva fior di latino e non so che altro, ma fu impiccato come un cane e seccò al sole come gli altri a Corso Castle. Erano uomini di Roberts, quelli, e quanto accadde fu perché avevano cambiato nome alle navi: Royal Fortune, e così via; ora, quando una nave è stata battezzata, dico io, deve conservare il nome. Così fu con la Cassandra, che ci portò sani e salvi in porto da Malabar, dopo che England ebbe preso il Viceré delle Indie; così fu col vecchio Walrus, la vecchia nave di Flint, che ho vista traboccare di sangue e carica d’oro sino ad affondare.”


Robert Louis Stevenson | L’isola del tesoro

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