Le storie degli altri

Silvio D’Arzo: la compassione è dei tempi felici

contea_inglese_Silvio D'Arzo malesangue

Vada pure a uccidere il toro in Ispagna o a sparare ai leoni in Kenya: molte delle sue pagine siano pure candite dalle raffiche di mitra e di pistola, e il sangue le bagni un po’ troppo spesso e un po’ troppo: Hemingway è tutt’altro che un primitivo, che un barbaro. Ed è una tristezza, la sua, di civilissimo uomo. Solo che Hemingway sa fin troppo bene che ci sono tempi amari ed ingrati in cui ogni parola (“tranne il nome dei paesi sulle targhe stradali”, dice all’incirca in un punto del suo A Farewell to Arms) minaccia di diventare retorica: e che all’uomo non rimane altra forma di partecipazione possibile, che non offenda o degradi, che l’impassibilità: e che, in fondo, e per strano che sembri, la compassione è proprio dei tempi felici.


Silvio D’Arzo | Ernest Hemingway (in Contea inglese)

Standard