Le storie degli altri

Gambusinen Kaputt

tristan

“Vanda è buona, una brava cagna, ha passato la vita sotterrata fino al collo. La caricarono di peso sul sedile posteriore, aveva i polpastrelli delle zampe ridotti in carne viva dall’andare. Capirono che aveva fatto migliaia di chilometri affinché la trovassero loro, ma non se lo dissero, certe cose non si dicono nemmeno, un corpo deve forare strati e strati di tempo aggregando con pazienza intorno al nucleo i suoi ammenicoli necessari a essere corpo, fino a sbucare in superficie come creatura vivente, anche se magari già moribonda, come quella Vanda, ed è fregato in partenza, perché crede di essere in partenza, ma è già arrivato.”

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“Tu non t’immagini neppure come possono finire all’improvviso certi agosti che sbattono contro un settembre anticipato, come un’automobile finita contro un albero, e si accartocciano, si afflosciano come una fisarmonica che perde fiato. Tanta arroganza per le canicole dell’Assunta o quando il cielo notturno fa i fuochi d’artificio di San Lorenzo e i sensi sembrano così pieni e la vita una caverna dalle volte altissime, invece quattro gocce di pioggia, il tempo di un coriandolo e un giorno solo si inghiotte quel mese turgido e gonfio… Anche la vita è così, come l’agosto, ti accorgi che è scaduta dal dire al fare, quando non te lo aspettavi proprio, l’elastico si è ritirato e non si allungherà mai più e da un angolo si affaccia il corvo a dire il suo nevermore…”

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“Ma dicevo degli occhi, per fortuna tutto si fa canzonetta quando arrivi al punto di vista di uno che può guardare solo il soffitto…”

Antonio Tabucchi | Tristano muore

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