Storie

Promemoria

ccvv

Lo scorso 13 agosto ho presentato il mio ultimo libro al paese di mia madre. Il paese di mia madre si chiama Laterza, è in provincia di Taranto ed è un posto completamente diverso da quello in cui vivo, nonostante si trovi comunque in Puglia. Quello che mi colpisce di più, da sempre, di Laterza, è il momento in cui scende la sera. Non so come spiegarlo, è come se da quelle parti, dove c’è la gravina, dove ci sono ettari di terra selvaggia, dove i nomi delle contrade portano ancora il nome di animali e abitudini umane legate alla natura, ecco, è come se lì la notte scendesse per davvero, col freddo e col buio, anche d’estate. Penso spesso al fatto che prima o poi dovrò ricongiungermi con questa parte evidentemente materna della mia storia. Ad ogni modo, alla presentazione avevo portato due storie da leggere. Per questioni di tempo ne ho potuta leggere una sola. L’altra è in versi e la copio qui di seguito. Si chiama Promemoria e non l’ho scritta troppo tempo fa. Poi è accaduto di tutto. La presentazione in piazza Plebiscito a Laterza, un matrimonio e un esorcismo mancati nella piazza Plebiscito di un altro paese, l’incontro col doppio, la vista di uno squalo, la sosta presso un fiume, e infine il ritorno dei giudici che pure un tempo si erano scaldati al fuoco delle mie parole.
Buona lettura.

Per far passare anche questa brutta storia
tieni a mente le macerie,
poi dimenticale.
Guarda di lato, se c’è ancora qualcosa
che sta in piedi, poi dimentica
anche il resto, dimentica
ogni impresa.
Non tenere alla rappresentazione,
ma considera la forza
che deriva dalla stanchezza,
senza mai,
mai essere esausto.
Il tuo corpo è il più prezioso
mezzo di locomozione che hai,
lascia che ti scarrozzi
senza speranza né disperazione.
Lancia il fumogeno come certi vigilanti notturni,
per scomparire dalla vista
degli abietti e degli eroi.
Gira a vuoto, rompi gli indugi e gli orologi.
Fai di te un’ossessione per il tempo,
perché sia lui a scongiurarti di passare,
a tutti i costi.
Ascolta i vecchi, gli adulti, i bambini,
metti sullo stesso piano le storie degli altri,
in attesa del momento
della Grande Restituzione.
Conserva il giusto sguardo
per fare scorte di bellezza
come un orso con il cibo
prima del letargo.
Vai per feste patronali lontane,
e informati sulle sorti
dei santi minori.
Non è il martirio che fa la fede,
così come non è quel che trovi
a comporre la ricerca.
Accarezza il tuo buon demone,
ricorda sempre che solo ciò che ami
può tradirti per davvero, e per questo
tornare per davvero.
Considera il coraggio di chi abbandona,
ma cerca sempre di restare
nei posti in cui c’è ombra.
Gli esseri umani si sono evoluti dalle scimmie
per arrivare agli anfibi.
C’è sempre un grande fiume in cui nuotare,
e una riva per rifiatare.
Accarezza il tuo buon demone,
ricorda sempre che solo ciò che ami
può tradirti per davvero, e per questo
tornare per davvero.
La memoria è un viaggio condiviso.

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