Le storie degli altri

Ti devono scartavetrare (I treni non esplodono)

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E infatti la bimba mi parla e mi dice mamma, è successo un incidente. Ma che avete fatto? Mi avevi detto che stavi in casa. No, è successo un incendio ma non ti preoccupare mamma, non mi sono fatta niente. Riprendono il telefono e mi dicono di non passare lì al Versilia, ma di andare al Centro Ustioni di Cisanello, perché la stavano per portare là. Io sinceramente non capivo niente, un incendio? Non mi raccapezzavo. La bimba mi parla – però se non s’è fatta niente perché la portano al Centro Ustioni? Con la confusione in testa ci siamo alzati e siamo andati al Centro Ustioni a Pisa, a Cisanello. Mentre corriamo sul vialetto d’ingresso vediamo un altro ragazzo che corre, gli chiedo se è di Viareggio anche lui, se sa cos’è successo. Risponde che è scoppiato un treno. E io dissi ma come è scoppiato un treno? I treni deragliano, mica scoppiano. Per me era inconcepibile, era fuori da ogni pensiero.

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Io ho avuto dei postumi, mi sono venuti fuori dei comportamenti un po’ strani più avanti, soprattutto con l’Università. Ho avuto spesso dei vuoti di memoria, sembra una cavolata però quando sono andata dallo psicologo mi spiegò che era una conseguenza a lungo termine. Sai quanti esami sono andata a dare, per cui avevo studiato, andavo lì e oh, non c’era verso. Tutta la tensione che si creava prima andavo a collegarla a quella notte, per questo avevo i vuoti di memoria. Ne ho ancora tanti, sono sicura di avervi raccontato un terzo di quanto avrei potuto.

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Sono cose che ricorderai per tutta la vita. Come la gente avvolta dalle fiamme, carbonizzata, che ti chiede aiuto, la porti via e sai già che… E ti domandavano sto messo male, sono bruciato? E te gli dici di no, d’altronde che devi dire? Sì, ora ti si porta all’ospedale. Loro il dolore non lo sentivano più, c’era gente che non sapevi quale era la testa e quali i piedi. Anche quella bimba di due o tre anni che abbiamo trovato noi, perché l’ho sentita piangere, ero lì davanti a una macchina parcheggiata che bruciava e ho sentito piangere, ho visto che era questo corpetto. Era una bimba marocchina.

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Quando capitano queste ustioni, se non urli vuol dire che è bruciato tutto… Se urli significa che senti il dolore e quindi conservi ancora parte dei tessuti. Se uno si brucia troppo poi non sente più nulla. Ho visto gente lì ferma immobile. C’era uno con me, mentre mi smistavano, che poi è morto. Eravamo in una stanza in cui decidevano dove mandarci, io urlavo dal dolore incredibile, e questo signore invece era tranquillo, abbastanza posato, sai, senza agitarsi. Poi è morto.

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Il primo giorno senti dolore, ma insomma sei bendato. Con l’amuchina senti meno. Il problema è che per far crescere i tessuti ti devono scartavetrare, in poche parole. Hai mai provato a toccarti dove sei bruciato? Ecco, fai conto di essere completamente fasciato e loro devono tirar via le bende per levare la pelle vecchia. Quindi, eh…


Federico Di Vita e Ilaria Giannini | I treni non esplodono – Storie dalla strage di Viareggio

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