Le storie degli altri

La prossima lotta di classe

stalenag

Illustrazione: Simon Stalenhag

Tutto questo interesse per il futuro e per la futurologia, per i momenti di singolarità tecnologica e via dicendo, non ha prodotto altro che un paio di buone opere di narrativa e neppure mezza filosofia buona per vivere decentemente la contemporaneità […] Be’, del resto non c’era molto da aspettarsi oltre la solita retorica tra apocalittici e integrati, laddove i primi sono questi nonnetti col senso estetico di un talebano e i secondi dei nerd, avidi lettori del nulla cosmico su sfondo bianco di riviste come Prismo, che sbavano dietro a ogni nuova scoperta scientifica nemmeno fosse l’ultimo introvabile volume del loro fumetto preferito […] Quindi no, la prossima lotta di classe non vedrà opporsi umili robot sottopagati a luridi imprenditori umani e senz’anima, ma avverrà comunque in un contesto di macchine-che-hanno-sostituito-molti-lavori-umani, una cosa che è cominciata quattromila anni fa, non certo nel 1800 […] La prossima lotta di classe vedrà la rivolta di questi consumatori non-lavoratori con un’infinità di tempo libero a disposizione (e che proprio in questo tempo libero producono valore per le multinazionali creando contenuti sui social senza vedere il becco di un quattrino – in cambio, per giunta, della cessione di dati fondamentali per quelle stesse multinazionali, oltre che per i governi mondiali) […] Anche questa storia del tempo libero non è certo cominciata ieri: è probabilmente la svolta politica più importante tra ’700 e ’900  […] Questa sarà la lotta di classe del futuro, quella portata avanti da persone a cui non si chiede altro di consumare e produrre proiezioni e orientamenti di consumi gratis, e sarà proprio questo cortocircuito – come faccio a consumare se non ho quattrini per farlo? – a innescare la lotta e a modificare profondamente il web per come lo conosciamo oggi […] No, non sto parlando di proletariato, è ovvio: perché questa classe di cui parlo avrà rinunciato da tempo ad avere figli (paradossalmente, la vecchia borghesia o classe media sarà il nuovo proletariato, perché impoverita e con ancora qualche sogno di famiglia tradizionale) […] Multinazionali e governi verranno sempre più a coincidere, e non parlo di lobby segrete e gruppi massonici: parlo di entità parastatali cui i governi tradizionali avranno volontariamente ceduto grossa parte dei propri poteri perché, molto banalmente, a corto di moneta […] e che da un lato avranno sempre più credibilità agli occhi dei consumatori, diventando i loro unici interlocutori, all’inizio soprattutto in termini di conflitto, nonché unici erogatori di servizi e diritti […] Non c’è mica bisogno di aspettare che Google o Facebook sviluppino (il termine esatto è proprio questo: sviluppare) una cura contro il cancro per capirlo […] Se c’è qualcosa che non mi convince in tutta questa storia? Be’, ce ne sono almeno due. Uno: con che nome strafico e vagamente sexy e pubblicitario verrà indicata questa lotta di classe? E due: perché diavolo non sta già accadendo?


K.M. Moon | Discorsi senza metodo 2009-2014

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