Le storie degli altri

Moncherina, la Batterista Miracolosa

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La tua mano mozzata, comunque, dici, ha continuato ad avere una vita felice e molto soddisfacente. Come nei film di serie B che si rispettino, la tua mano ha conservato le caratteristiche della persona a cui apparteneva. Riusciva a eseguire delle sonate senza accompagnamento. Non solo sapeva andare a cavallo, ma riusciva a strigliare il suo animale per bene dopo la cavalcata. Era brava a giocare a poker, abile a mandare sms e fare ricerche su Google, sempre immersa tra le pagine di un buon libro. Si infilava sempre nella tasca e tirava fuori qualche spicciolo se qualcuno chiedeva soldi per strada. Ed era anche una famosa rubacuori; non era insolito per la tua mano attraversare la città a notte fonda, lasciando un amante sazio e felice nel torpore post coitale per andare a dare piacere a un altro, che in quel momento era seduto in trepida attesa di poter stringere la tua mano. E inoltre, tu stessa sei diventata famosa come una batterista incredibilmente versatile. Eri conosciuta in tutto il mondo col nome di Moncherina, la Batterista Miracolosa. Ed è così che ci siamo conosciute. Una sera per caso è capitato che mi chiamassero a suonare fino a farmi cadere le braccia e a ballare in punta di zoccoli nello stesso locale in cui dovevi suonare anche tu. Quel pomeriggio, alle quattro, durante le prove, io ho varcato la soglia del locale…
E mangiavi una mela, dico io.
Che a quanto pare era una Delizia, dici tu.
Lo so, dico.
E ci siamo viste, dici tu.
Ed è così che ci siamo conosciute, dico io.
Già. E cosa dici di questo? Che ne dici se fossimo senza storie? Che ne dici se non ci fosse nessuna storia dietro come ci siamo conosciute?


Ali Smith | La prima persona

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