Identikit dello scrittore in versi

Questo articolo, recuperato e condiviso su Facebook da Isabella Leardini, è apparso per la prima volta su La Repubblica dell’1 luglio 1989. Lo ha scritto Giorgio Manacorda. Ho lasciato invariati refusi e spaziature di troppo. I grassetti invece sono miei. Buona lettura. * Il nostro paese vive una singolare contraddizione: sono più le persone che […]

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Se gli artigiani diventano maker, il destino degli scrittori è quello di diventare tutti degli infallibili storyteller?

Ovviamente esagero. Com’è noto, il termine maker designa soprattutto gli artigiani digitali o, più in generale, un artigianato che proviene da una cultura tecnologica legata non solo alla Rete. Insomma, in questo caso l’ingresso di un termine anglosassone nel nostro vocabolario non va a impoverirlo. Se da un lato perdiamo la radice artistica, evocativa e […]

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Perché, da Andromeda ai giorni nostri, si raccontano un mucchio di storie intorno alle alluvioni

Quando, nelle scorse settimane, l’acqua si è riversata sulla riservata Genova, ho pensato: non fare lo sciacallo. Intanto riguardavo il video alla fine di questo post. Pensavo anche che in fondo tutti gli scrittori sono sciacalli, sciacalli della memoria, o quantomeno voci di reietti che sgranano storie di reietti. Quindi colpevoli. Quando, ieri, ho visto […]

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Anni in cui ha piovuto poco

Chiuso in casa da tre giorni. Occluso da demoni intimi e ulteriori. Indeciso se continuare o meno, raccolgo il telefono, compongo il numero. Voce femminile. Mi ero ripromesso di ordinare tre giorni di temporale, e così faccio. La ragazza dall’altro lato dice di attendere in linea, controlla se c’è disponibilità. Dev’essere un Wagner la sinfonia […]

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Quando eravamo prede, Carlo D’Amicis – Una recensione d’amore scritta a macchina

Quella quassù è una “recensione d’amore scritta a macchina” per Quando eravamo prede, romanzo di Carlo D’Amicis edito da minimum fax a giugno scorso. La macchina in questione è una Olivetti Lettera 32 che mi assiste da qualche mese. La recensione d’amore presenta qualche sbavatura qui e lì, ma mi piaceva l’idea di lasciarla così com’era venuta […]

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